VENEZIA #2

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Venezia, ottobre 2019. Diario.

Andare in giro per calli e campi, senza un itinerario prestabilito, è forse il più bel piacere che a Venezia uno possa prendersi.

(Diego Valeri)

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donna con occhio bendato
scena-di-strada
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scena-di-strada
mani-nei-capelli
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due-ragazzini-mangiano-il-gelato-camminando-tra-le-calle-di-venezia
due-signori-attraversano-un-ponte-di-notte
un-ragazzino-su-un-ponte
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…Beati i poveri di topografia, beati quelli che non sanno quel che si fanno, ossia dove vanno, perché a loro è serbato il regno di tutte le sorprese, di tutte le scoperte straordinarie. Infilare una calletta, cacciarsi nella gola nera di un sottoportico, sbucare in una corte che pare un culdísacco, trovarvi il pertugio di un’altra calletta, uscire da quel dedalo soffocato in un campo arioso, luminoso, pieno di gente, oppure sulle soglie di un palazzone principesco, oppure su una fondamenta aperta al sole e al vento, oppure su un rio largo, popolato di barche e barconi: questo è un girare nell’inaspettato, nell’impreveduto, e quasi nell’inverosimile, che può ricordarci addirittura le nostre stupende e stupite scorribande per il chimerico paese di Fanciullezza.
(Diego Valeri)